Ci sono raduni che si visitano una volta, magari per curiosità. E poi ce ne sono altri che, senza fare rumore, finiscono per occupare un posto fisso nel calendario e, soprattutto, nel cuore. Per me il Raduno Motom di Zurigo è esattamente questo. Non è semplicemente un fine settimana dedicato a una motocicletta d’epoca: è un appuntamento con gli amici, con le montagne, con le storie e con quella sensazione di sentirsi a casa anche quando si è oltre il confine.
La prima edizione si è svolta nel 2022 e, ancora oggi, considero un piccolo peccato essermela persa. Non per mancanza di voglia, ma semplicemente perché non sapevo nemmeno che esistesse. Da quando l’ho scoperta, però, non ne ho saltata una.
La scoperta
Nel 2023 partimmo in tre: io, Corrado Baracco e Claudio Fizzardi. Eravamo gli stessi compagni di viaggio con cui abbiamo affrontato la Milano-Taranto e altri eventi dedicati al Motom. Eravamo già allenati a condividere chilometri, imprevisti e prese in giro.
Caricammo i Motom sul furgone e ci mettemmo in viaggio senza sapere bene cosa ci aspettasse. Bastò però il tempo di parcheggiare per capire che non stavamo partecipando a un semplice raduno.
Gli amici del Motom Club Zurigo ci accolsero con un’organizzazione impeccabile, ma soprattutto con qualcosa che non si può programmare né acquistare: un’autentica ospitalità. Quella che ti fa sentire benvenuto dopo cinque minuti, anche se fino al giorno prima non conoscevi nessuno.
In fondo il Motom ha un potere curioso: basta appoggiarne uno sul cavalletto e spariscono differenze di lingua, età e nazionalità. C’è sempre qualcuno che racconta il restauro fatto in garage, qualcuno che mostra una soluzione tecnica ingegnosa, qualcuno che tira fuori una fotografia di quarant’anni fa. E alla fine ti accorgi che stai parlando con perfetti sconosciuti come se fossero amici da sempre.
Il giro turistico, i momenti conviviali, le chiacchiere davanti ai Motom e i racconti delle avventure vissute in sella… tutto contribuiva a creare un’atmosfera familiare. Si arrivava come ospiti e si ripartiva con qualche amico in più.
Così, nel 2024, tornare non fu una decisione: fu una conseguenza naturale.
Questa volta il gruppo italiano era ancora più numeroso. Evidentemente il passaparola funziona ancora, quando c’è qualcosa che vale davvero la pena raccontare. Gli amici svizzeri confermarono tutto quello che avevamo già scoperto l’anno precedente e organizzarono un altro fine settimana perfetto.
L’unico vero problema? Decidere quale Motom fotografare per primo. O, più realisticamente, riuscire a smettere di fotografarli tutti.
Il 2025: il Terremotom incontra la Svizzera
Nel 2025, invece, decisi di cambiare completamente il modo di raggiungere Zurigo.
Da mesi mi frullava in testa un’idea un po’ folle, come spesso accade quando si parla di Motom: il Terremotom, un lungo viaggio destinato ad attraversare buona parte dell’Italia per incontrare quanti più appassionati possibile.
Se dovevo partire per un’avventura del genere, era inevitabile inserire anche il raduno svizzero tra le tappe.
Partii da Lecco attraversando il magnifico Passo dello Spluga. Oltre il confine avrei dovuto incontrare Corrado, Enzino, Roberto e Luciano.
Sulla carta.
Perché nella realtà arrivai prima io e finii… ad aspettare loro.
Ogni tanto succede anche questo: programmi perfetti che vengono smentiti dalla strada. Ed è forse proprio questo il bello dei viaggi.
Dopo un pranzo al sacco rigorosamente preparato in Italia — perché certe tradizioni non si discutono — scaricammo i Motom dal furgone e raggiungemmo insieme il raduno in sella al Motom.
Anche quell’anno ritrovammo la stessa atmosfera che ormai era diventata familiare: decine di Motom provenienti da regioni diverse, ma soprattutto persone che ogni estate si ritrovano come se non fosse passato nemmeno un mese dall’ultimo saluto.
Perché, alla fine, il protagonista non è il Motom.
Il Motom è soltanto la scusa.
La vera ricchezza sono le persone.
Per tutto il fine settimana il Motor Festival anima l’area del raduno. Non è una manifestazione dedicata soltanto ai Motom: si possono ammirare motociclette di ogni epoca, automobili storiche, trattori, mezzi agricoli, veicoli americani e tante altre curiosità provenienti da tutta la Svizzera. È uno di quegli eventi in cui vale la pena fermarsi a osservare ogni dettaglio, perché dietro ogni mezzo c’è una storia da raccontare.
Il sabato e la domenica sono previsti due splendidi giri turistici in Motom attraverso le campagne del Canton Turgovia, lungo strade secondarie perfette per godersi il paesaggio e il piacere di guidare senza fretta.
Il sabato sera, invece, il palco si accende con la musica dal vivo. E qui gli amici svizzeri riescono sempre a sorprenderci con spettacoli e trovate decisamente fuori dagli schemi rispetto al nostro modo di vivere i raduni motoristici. È anche questo contrasto che rende il weekend così piacevole: tradizioni diverse, ma la stessa identica passione.
Dopo la cena, il grande capannone che durante il giorno ospita i Motom si trasforma nel vero punto d’incontro del raduno. Le moto riposano parcheggiate, i tavoli si riempiono di bicchieri di birra e le chiacchiere sembrano non voler finire mai.
O almeno… quasi tutti.
Enzino aveva già ceduto alla stanchezza e dormiva serenamente sulla sua sedia. Erano circa le undici di sera.
Fu proprio in quel momento che, quasi per scherzo, mi venne una curiosità.
Mi girai verso Massimo Prata e gli chiesi:
«Ma un italiano può diventare socio del Motom Club Zurigo?»
Massimo mi guardò quasi stupito.
«Certo! Basta chiederlo al presidente (Davide Prata) e compilare il modulo… e pagare la quota associativa!»
Detto, fatto.
Nel giro di pochi minuti avevo compilato il modulo e anch’io ero diventato socio del Motom Club Zurigo.
Non era una questione di avere una tessera in più nel portafoglio. Era semplicemente il mio modo di ringraziare un gruppo di persone che, anno dopo anno, ci accoglie con una disponibilità e un entusiasmo che meritano tutto il mio rispetto.
Qualche mese dopo, però, arrivò la conferma che quella birra serale aveva probabilmente influenzato la compilazione del modulo.
Con gli auguri di Natale scoprii di aver scritto il codice postale sbagliato.
La colpa? Naturalmente della birra!
La domenica mattina è quasi un rito.
Si comincia con la classica colazione svizzera, dove il Rösti non manca mai. Poi tutti nuovamente in sella per il secondo giro turistico, prima del rientro al campo del raduno.
Il momento conclusivo arriva nel pomeriggio con la tradizionale lotteria.
Nel 2025 il destino decise di sorridere proprio a Enzino, che si aggiudicò il Motom GG svizzero messo in palio dagli organizzatori.
La cosa che mi colpì di più non fu tanto la vincita, quanto la reazione degli amici svizzeri. Esultarono quasi più di noi. Era evidente che fossero felici di vedere quel Motom finire nelle mani di qualcuno con cui avevano condiviso il weekend.
È uno di quei piccoli episodi che raccontano meglio di qualsiasi parola lo spirito del Raduno Motom di Zurigo.
Per me, però, il viaggio non era ancora finito.
La mattina seguente salutai tutti e rientrai in Italia attraversando il Passo del San Bernardino. Il tempo di dormire una notte e sarei ripartito per un’avventura di oltre 3.000 chilometri: il Terremotom.
Ma quella è un’altra storia. E merita un articolo tutto suo.
Appuntamento al Raduno Motom di Zurigo 2026
Ed eccoci arrivati al 2026.
Anche quest’anno, ad agosto, sarò nuovamente al Raduno Motom di Zurigo. Sarà la mia quarta partecipazione consecutiva e ormai so già cosa mi aspetta: qualche chilometro in più, qualche risata in più, qualche fotografia che finirà nell’archivio dei ricordi e, probabilmente, qualche nuovo amico.
Perché è questo il motivo per cui continuo a tornare.
Non solo per vedere i Motom.
Quelli li vedo tutto l’anno.
Torno per rivedere anche le persone.
Se non avete mai partecipato al Raduno Motom di Zurigo, concedetevi almeno una volta questa esperienza. Scoprirete un evento organizzato con passione, immerso negli splendidi paesaggi svizzeri, dove il Motom è soltanto il punto di partenza.
Il resto lo fanno le persone.
Le strette di mano, le tavolate, le strade percorse insieme, le risate che continuano fino a tarda sera e quella sensazione, sempre più rara, di appartenere a una comunità autentica.
Nelle prossime settimane pubblicherò anche il racconto completo del Terremotom, con tutte le tappe, gli incontri, gli imprevisti e le avventure vissute lungo il percorso.
Nel frattempo trovate qui tutte le informazioni sul Raduno Motom di Zurigo 2026.
E chissà…
Magari anche quest’anno il Motom della lotteria deciderà di fare le valigie tornare in Italia dopo 63 anni 😁
Perché partecipare al Raduno Motom di Zurigo?
Perché non è soltanto uno dei più importanti raduni dedicati ai Motom in Europa, ma un weekend in cui la passione per queste motociclette diventa l’occasione per conoscere persone, scoprire il territorio svizzero e creare amicizie che durano negli anni.
Informazioni sul Motom Club Zurigo su Facebook


































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